La giungla dei prestiti facili

febbraio 1, 2011

La possibilità di pagare a rate quasi qualunque cosa può portare ad abusarne. È quanto per esempio può succedere a quei beati che, con 1600 euro di busta paga (beati loro) possono accumulare anche fino a tre prestiti contemporaneamente, anche da 60mila euro. Continua a leggere: La giungla dei prestiti facili

Prestiti personali a confronto

novembre 8, 2010

 Con la crisi economica a subire un forte colpo sono stati i prestiti personali più di altre tipologie di prodotti finanziari. Il calo è stato fino al 10% in luogo dper esempio dei mutui per la casa; le difficoltà hanno impedito a molti italiani di chiedere prestiti personali finalizzati per esempio alle vacanze o, avvicinandosi il Natale, per i regali o regalarsi una settimana bianca o un capodanno all’estero. Continua a leggere: Prestiti personali a confronto

Come valutare un mutuo

ottobre 14, 2010

Quando deve essere stipulato un contratto di mutuo, devono essere valutati una serie di parametri oggettivi. Essendo un investimento molto importante, è quindi fondamentale non accettare la prima proposta ma valutare attentamente cosa offre il mercato – molto dinamico ed attivo in questo contesto – e dopodiché scegliere il miglior prodotti che sia proprio calibrato alle proprie specifiche esigenze di spesa e bisogni del momento. Continua a leggere: Come valutare un mutuo

Prestiti per studenti

settembre 14, 2010

Studiare è un diritto per ognuno, un obiettivo irrinuncibile di questi tempi, dove formazione continua e una buona istruzione di base sono le fondamenta si una società efficente, sviluppata e cooperativa, nonchè il vero antidoto per la crisi economica, la disoccupazione e il malessere sociale galoppante, sempre più spesso figli di una cattiva specializzazione tecnica o culturale.

Ma tutto ciò è vero quanto anche è cara la nostra istruzione, che rischia di portare i nostri giovani e le nostre belle menti avanzate con l’età prima di aver sviluppato ottime competenze teoriche e professionali al contempo. Scegliere un’ottima scuola secondaria superiore e quindi un buon percorso di studi universitario, probabilmente in una diversa senonchè lontana città, sono i passi fondamentali per non trovarsi indietro già all’inizio.

Come anche è importantissimo scegliere un eventuale buon master per continuare il percorso formativo secondo un punto di vista maggiormente professionalizzante, o comunque più vicino al mondo aziendale o pubblico o ancora professionale, a secondo del campo di cultura prescelto.

Tutto ciò, ovviamente, ha costi di una certa rilevanza: le tasse universitarie, le borse di studio carenti come anche gli alloggi dedicati, gli affitti stratosferici per chi cambia, quindi, città, i materiali e i libri di testo, la retta del master e lo stage non retribuito e nemmeno rimborsato e tutti gli annessi e connessi.

Per far fronte a teli necessità molti istituti di credito e finanziari hanno lanciato prodotti economici dedicati. Un esempio calzante viene da BancoPosta di Poste Italiane: prestito personale atto a sostenere lo studio e, quindi, valorizzarne l’avvenire.

Offerta limitata nel tempo (settembre – dicembre 2010), questo strument o creditizio di Poste offre un prestito variabile che va dai mille ai cinquemila euro, con una durata del piano di ammortamento variabile dai 12 ai 24 mesi. Dedicato ai correntisti, la modalità di erogazione, difatti, avviene tramite accredito diretto sul conto corrente di BancoPosta. Allo stesso modo la modalità di rimborso: rate mensili con addebito diretto su conto corrente postale. Il tutto senza commissioni di incasso specifiche.

Da un punto di vista prettamente tecnico, le cifre finanziare dei tassi parlano, per quanto riguarda il Tan di un 6,9%, mentre per quanto riguarda il tasso effettivo globale (Taeg), di una massimo di 7,15% (poco superiore, quindi, al nominale).

L’istruttoria è gratuita, così come l’invio delle comunicazioni, mentre l’estinzione anticipata costa l’1% del capitale ancora da rimborsare.

I documenti richiesti? Carta di identità o documento equivalente, tessera sanitaria, dichiarazione dei redditi o altro documento simile, certificato di iscrizione a scuola, università, master, corso di specializzazione o professionale.

Mutui: tassi fissi e Cap in crescita

settembre 10, 2010

Buone notizie per i consumatori: i mutui a tassi fissi sono sempre più convenienti. Il tasso d’interesse di riferimento di tali prestiti infatti, l’Eurirs, è disceso ancora verso valori nominali favorevoli, portando i tassi al di sotto della soglia del 5%, almeno per la maggiore.

Già all’inizio del secondo semestre del 2010, difatti, i tassi migliori erano già in ogni caso sotto alla soglia determinata. Tendenza ancor di più evidenziatasi all’inizio, invece, del secondo semestre dell’anno in corso, dove le ricerche riportano mutui a tasso fisso anche ventennale (nelle modalità di ammortamento e rimborso) con un valore d’interesse al 4,11% e un tasso annuo effettivo globale (il cosiddetto TAEG), pari a un già di per sé rilevante 4,27%. la convenienza, quindi, sembra alla portata dei consumatori, quanto meno i mutui cominciano a diventare più convenienti dopo il grande spavento della crisi dei mutui e dei prestiti, la spauracchio delle insolvenze e la crescente precarietà del mondo del lavoro.

Ma è pur vero che se si risica forse si rosica, cosicché in situazioni di tranquillità e stabilità economico-finanziaria (europea – riferita più che altro all’eurozona – e internazionale più in generale), i prestiti e i mutui a tasso variabile posso addirittura scendere al di sotto della soglia del 4%, con valori che si possono includere tra il 3,5% e i quattro punti percentuali. Ottimo, insomma, se si ha una certa possibilità di poter rischiare. Tasso variabile, comunque, che si inserisce tra l’altro in un contesto assai diverso dopo le impennate ed impazzate degli ultimi 2-3 anni. Sono infatti aumentate di molto le richieste che si riferiscono a quelle tipologie di prodotti creditizi e finanziari che le banche o le imprese del credito e del prestito concedono mettendo però vincoli di natura strutturale: tessi all’aumento dei tassi, tipologie di tassazione e costo del denaro misti, e così via. Indicativo anche lo sviluppo di forme di prestito alternative come la cessione del quinto dello stipendio e i prestiti inpdap. Dalle ultime rilevazioni, difatti, emergono dati significativi proprio in questa direzione: ad esempio i mutui con tasso fisso e con tasso variabile di tipologia Cap (ovvero con un limite massimo fissato e determinato oltre la quale soglia non si può andare, proprio perché previsto da contratto, nonostante i mercati potenzialmente possano superarne le soglie) rappresentano il 76% delle erogazioni (che tramutato in richieste effettuate arrivano anche alla soglia del 70% circa). Spread permettendo (costo del denaro facoltativo, ovviamente), si tratta di strumenti sicuri e per quanto possibile rigidi, che permettono quindi di tenere alta la domanda e ottime possibilità di guadagno, facendo altresì aumentare i guadagni finanziari proprio puntando sulla qualità e il costo del denaro: nuova tipologia di business nata sugli spaventi delle ultime vicissitudini del mondo bancario europeo e non.

Carte di credito e bancomat

agosto 31, 2010

Oggigiorno, il denaro in contante in circolazione è sempre meno utilizzato, e per i pagamenti presso negozi, distributori di benzina, pedaggi autostradale, ristoranti, e così via, ma anche per effettuare ricariche telefoniche, pagamenti rateali, acquisti su internet e via dicendo, ciò che viene utilizzato e ciò che risulta sempre più comodo nonché necessario sono le carte elettroniche di pagamento.

Si distinguono sostanzialmente in due tipologie: carta di debito e carta di credito. Spesso l’una collegata all’altra, ma emesse, ancora più spesso, da soggetti differenti che operano in regime di partnership o anche indipendentemente l’uno dall’altro.

Le carte di debito, emesse tramite la tipica carta bancomat, è direttamente collegata a un conto corrente bancario o postale. La carta bancomat è un badge con una banda magnetica, e con essa è possibile fare prelievi attraverso gli specifici sportelli bancomat o presso le filiali della banche preposta a tali prelievi. Inoltre la carta bancomat è utilizzata per i pagamenti tramite POS, ovvero i terminali che sono presenti presso ormai tutti gli esercizi commerciali. Ed è questa la comodità di questo strumento.

Per la lettura delle informazioni, necessarie alla buona riuscita delle transazioni, il badge carta bancomat dispone di una banda magnetica, la quale permette di interfacciarsi con gli strumenti tecnologici di pagamento. Nelle carte di ultima generazione, invece, è stato implementato uno standard che aumenta la sicurezza dei pagamenti on line. Tale standard è visibile sulla parte frontale della carta tramite un chip, sviluppato grazie all’impegno di Europay, Mastercard, Visa che, operanti nel sistema delle carta di credito, hanno dato vita all’innovazione dell’EMV.

Il denaro tramite il quale si effettuano i pagamenti è, ovviamente, quello del proprio corrente. Per questo le carte bancomat sono definite carte di debito; tale strumento non ha un costo, se non quello di sostituzione, proprio perché i costi di gestione sono già previsti e recuperati tramite le spese che il cliente sostiene nel mantenere attivo il proprio conto corrente.

La differenza con le carte di credito è quindi sostanziale e di notevole importanza. Se quindi ambedue permettono di disimpegnarvi dalla necessità di portare con sé i contanti nel portafogli, e quindi di poter fare acquisti ovunque ci si trovi (ormai le carte sono tutte internazionali), le carte di credito hanno un plus di grande valore.

Innanzitutto quello di offrire un credito mensile. Emesse dalla stessa banca o da un istituto ad essa collegata, le carte di credito, naturalmente, prestano – o meglio anticipano – del denaro che verrà poi restituito tramite il conto corrente o, in certi casi, tramite un saldo con bonifico o bollettino. Le carte in questione, inoltre, permettono di avere accesso a pagamenti rateali, a servizi di pagamento on line e su internet, ad avere finanziamenti personalizzati.

Questa tipologia di pagamento, infatti, è quella prediletta dalle aziende, che la vedono come lo strumento più sicuro per i pagamenti effettuati nel tempo. Inoltre, punto di forza di questo strumento è la restituzione del denaro speso anticipatamente.

Esso, infatti, può essere reso tramite diverse modalità, e quindi le carte, sostanzialmente, si distinguono in carte a saldo o carte revolving. Quelle a saldo prevedono che il denaro prestato durante il mese corrente, venga restituito, tramite il proprio conto corrente, e in somministrazione unica, entro il 15 del mese successivo. Le carte di credito revolving, invece, permettono di saldare l’anticipo del credito prestato, tramite comode soluzioni rateali, secondo la somma e considerate le particolari esigenze del cliente. Tutto ciò, naturalmente, ha dei costi, per cui sul plafond e sul fido, ovvero la somma massima e quella garantita dalla banca o dall’istituto creditizio che emette la relativa carta, verranno quindi calcolati dei costi sugli interessi e sulle spese di gestione. Il Taeg applicato alle rateizzazioni, normalmente, oscilla tra il 20 e il 25%.

Ultimamente le carte di credito, anche e sopratutto per ragioni di marketing e strategie concorrenziali, hanno stipulato particolari accordi con varie aziende e grandi catene di distribuzione al dettaglio, per poter offrire alla clientela servizi particolarmente vantaggiosi per l’accesso al consumo presso i due soggetti considerati. Si tratta, in questo caso, della carte Co-Branded, o anche dette brandizzate.

Il debito residuo per gli immobili

luglio 29, 2010

Quando si contrae un mutuo, esso viene ammortizzato nel tempo secondo uno specifico piano di ammortamento. Durante tale piano, il debitore si viene a trovare di volta in volta ad avere da pagare una parte residua di finanziamento che viene definita come debito residuo del mutuo.
Tale debito può essere sia variabile che fisso, e questa differenza dipende dalla tipologia contrattuale che il mutuatario, cioè chi ha acceso il mutuo e beneficia del bene immobile con esso acquistato o ristrutturato, ha stipulato con l’emittente o concedente, ovvero con l’ente che eroga il denaro o che ha acquistato, al posto del cliente, la casa o comunque l’edificio e l’ha quindi pagato al posto suo al proprietario venditore. Tale soggetto emittente può essere un ente bancario, un istituto creditizio, una società finanziaria o anche un intermediario finanziario o anche creditizio (le tipologie dei soggetti in campo dipendono anche dalle caratteristiche finanziari e giuridiche del processo di acquisto complessivamente inteso).
La tipologia di contratto, quindi, può prevedere una rata mensile costante oppure no.

Ma tale diversificazione è prevista a priori, cioè nel momento della stipula del contratto del mutuo, ed è il cliente che sceglie quale delle due tipologie di tasso applicare al proprio finanziamento, fermo restando i vari prodotti finanziari sul mercato.
Se la rata è costante, ovvero con tasso fisso, per il cliente è più facile calcolare il debito residuo del mutuo a partire da un certo periodo di tempo preciso. In questo caso, cioè, il cliente sa già quali sono gli importi della rate e per quanto tempo esso le deve corrispondere al soggetto creditore.
Nel caso in cui, invece, il piano di ammortamento – ovvero la pianificazione precisa delle rate, della loro scadenza e del loro importo sia parziale che totale, nonché del loro dettaglio – prevede un rimborso con rate non costanti, allora sapere a quanto ammonta il debito residuo è impresa alquanto ardua. Almeno per quanto riguarda i tassi applicati.
Proprio la questione dei tassi, infatti, rende la rata costante o meno. Nel primo caso i tassi vengono determinati a priori, cioè l’operatore, in previsione e anche in considerazione dei mercati e dei suoi andamenti, propone dei tassi fissi trimestralmente, legati all’indice di riferimento Euribor. Ma se il cliente vuole invece pagare l’effettivo andamento dei tassi, allora si procede alla stipula di un contratto con tasso variabile, ovvero dipendente dalle effettive oscillazioni dei mercati. Nel primo caso il debitore sa sempre a quanto ammonta il debito residuo contratto con la banca, nel secondo no. Se non nella sua quota capitale.
La quota iniziale o anche principale, infatti, è la parte del finanziamento che serve a pagare eventualmente l’acquisto o la ristrutturazione dell’immobile (sia esso una casa, una villa, un garage, un magazzino, una cascina, un capannone commerciale o industriale nonché ad uso agricolo, una stalle e via dicendo). Essa si conosce a priori. L’altra parte di denaro che compone l’intero finanziamento, o anche le singole rate, dipende, quindi, dalla tipologia contrattuale a tasso fisso o tasso variabile, e quindi dagli indici TAN e TAEG. Il primo è il tasso annuo nominale (il tasso puro applicato a un finanziamento). Il TAEG, invece, è il tasso annuo effettivo globale, ed è estremamente preciso nell’indicare gli effettivi costi aggiuntivi al capitale iniziale che il cliente debitore deve corrispondere al suo creditore

Come funzionano i prestiti auto?

luglio 23, 2010

Il prestito per acquistare una automobile, nuova o usata, è una tipologia di finanziamento o prestito finalizzato, cioè subordinato a uno specifico acquisto. Esiste quindi un qualche ente o commerciante convenzionato e quindi la somma prestata non viene direttamente versata al richiedente.

Questo prestito viene sottoscritto dal rivenditore di auto, ed è richiesto quando si vuole effettuare un acquisto rateale. Con un tasso di interesse fisso, e un piano di ammortamento predeterminato al momento della stipula dello stesso, mediante apposito contratto controfirmato dalle parti in causa. Solitamente, prima dell’inizio del rimborso, come incentivo all’acquisto viene concesso un periodo in cui le rate non devono ancora essere pagate. Si tratta soltanto di un posticipo, ovvero di una strategia di marketing mirante a attirare clienti che in un momento specifico non possono comperare un macchina nemmeno con un piano rateale. Questo strumento viene definito preammortamento.

Il funzionamento del finanziamento riguarda tre attori. Il rivenditore di automobili, l’acquirente della stessa, un istituto finanziario. A gestire il tutto è direttamente il concessionario, che si occuperà di tutti gli aspetti legali, informativi, finanziari. Farà da tramite, cioè, con la finanziaria o l’ente creditizio, verso cui l’acquirente, e quindi debitore, si è impegnato per un determinato periodo, e per una determinata cifra a scadenze multiple. Una volta approvato e concesso il prestito, sarà la società finanziaria a pagare l’automobile al rivenditore. Essa, infatti, garantisce per il consumatore, che a questa dovrà rimborsare mensilmente il denaro prestato o anticipato. Il rivenditore di automobili, da parte sua, avrà così il pagamento assicurato – perché ad assicurarlo è la finanziaria – e in più si pagherà anche una commessa. Costo che ovviamente cade, in automatico, sul consumatore, che esso identificherà come costi di gestione e apertura pratica. Il cliente acquirente, da parte sua, con il contratto si impegna a restituire la quota capitale, i tassi maturati durante il tempo del finanziamento concesso e quindi tutte le spese di gestione che comunque devono essere ben chiare al debitore sin dal momento della stipula del contratto.

Nei finanziamenti per l’acquisto di automobili ci sono alcune limitazioni che concernono il valore finanziabile, la somma massima erogabile, il tempo limite di rimborso. Generalmente la cifra che viene coperta è al massimo corrispondente all’80% del valore complessivo del veicolo. Questo significa, comunque, che c’è un limite relativo all’importo finanziabile. Relativo, cioè, a quanto costa in effetti l’autovettura. Ma a questo limite relativo se ne affianca uno assoluto, e che riguarda la cifra massima finanziabile con riferimento ad una automobile, che è pari a 30 mila euro. Ciò significa che un finanziamento per l’acquisto di un’automobile non può superare i 25 mila euro al massimo e in casi eccezionali.

Le tempistiche di rimborso sono invece molto variabili: da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 60 mesi, con rate che quindi oscillano di molto, anche diverse centinaia di euro a seconda dell’entità dell’acquisto, della somma finanziata e del periodo totale di ammortamento.

A seconda di questi elementi, ovviamente, il costo del finanziamento cresce o decresce. Più è lungo e meno cospicue sono le rate, più il finanziamento sarà caro, meno durerà l’ammortamento, e più elevate saranno le rate, meno costoso sarà quindi il suo costo totale.

A rappresentare le quote di questi costi, intervengono soprattutto in Tan o tasso annuo nominale e Taeg, tasso annuale effettivo globale.

Mutui, l’aiuto dei comuni

giugno 15, 2010

Acquistare o ristrutturare la propria casa (quella di residenza) è l’investimento finanziario più importante e necessario nella società italiana. Ma i tempi e le congiunture economico-monetarie europee e internazionale più in genere, purtroppo rendono questa operazione sempre più gravosa e di difficile realizzazione.

È vero che il momento nero sui tassi di interesse europei è passato o quanto meno si è affievolito, ma le prospettive occupazionali, il costo del denaro, l’insicurezza sociale e la precarietà generalizzata, la crisi dell’economia reale più in generale, rendono assai difficile trovare un mutuo idoneo alle proprie possibilità ed esigenze, sopratutto per le giovani coppie, ancor di più immerse nelle difficoltà lavorative, finanziarie e ogni giorno messe alla dura prova da problematiche di ogni ordine e genere.
Per fortuna, sono molte le iniziative pubbliche e sociali atte a dare una mano a questi soggetti: dalla chiesta cattolica alle associazioni di categoria, dagli enti sovraterritoriali alle banche stesse, dal governo e le istituzioni ministeriali all’Abi (la moratoria dell’associazione delle banche italiane) per finire al soggetto istituzionale o ente territoriale competente più vicino al cittadino: il proprio comune di residenza anagrafica.
Si susseguono, infatti, le iniziative delle giunte comunali per dare una mano a chi vuole mettere su famiglia sul proprio territorio di origine, e da nord a sud fino alle isole si moltiplicano le iniziative per avere accessi particolari e agevolati ai mutui per l’acquisto, la ristrutturazione o addirittura la costruzione della prima casa.
In questo contesto si riportano due esempi lampanti: quelli, rispettivamente, del comune  di Adria (in provincia di Rovigo, al Nord, in Veneto per la precisione) e quello del comune di San Benedetto del Tronto (nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, al Centro). Zone diverse, situazioni sociali differenti, ma problemi economici comuni, purtroppo.

Questi due comuni, infatti, hanno precedentemente bandito l’accesso ai mutui di cui sopra si accennava, in modalità diverse ma sostanzialmente con gli stessi intenti: dare accesso a chi ne ha difficoltà, al mutuo edilizio o immobiliare per restare a casa propria, nei luoghi della propria biografia personale.
Per la maggiore il requisito di accesso ai tassi agevolati proposti dai comuni sono il reddito e la volontà di abitare nel proprio comune di residenza, senza che si debba per forza emigrare per trovare un po’ di stabilità o tassi di mercato magari più accessibile se cambia la situazione lavorativa. Ma a quale costo?

E così si moltiplicano le emulazioni, così molti altri comuni in questi mesi e in questi anni, hanno pubblicato molti bandi per chi, in disagio economico, ha bisogno di tassi interbancari, Tan e Taeg molto più accessibili. L’importante, in linea generale, è che si tratta di una spesa che riguarda la propria prima casa.

Prestiti e finanziamenti online: facciamo chiarezza

aprile 1, 2010

Il mondo dei prestiti è decisamente complesso, è cosa nota. E districarsi in questo mondo è un’impresa piuttosto ardua, dato che le banche non si impegnano per rendere chiare e trasparenti le comunicazioni per i non addetti ai lavori, tanto che a volte sembra che ci occorra una laurea e un dottorato per interpretare i fogli rilasciati dalla nostra banca. Invece, può esser reso tutto più semplice ed agevole.

Ecco, di seguito, una piccola guida e qualche definizione per comprendere meglio il mondo dei prestiti. Per prestiti intendiamo semplicemente l’atto di consegna di denaro che una banca o un altro ente finanziario persegue verso il soggetto richiedente.

Quest’ultimo si assume poi un obbligo di restituzione del capitale prestato, con un importo uguale o maggiorato attraverso i tasi d’interesse. La restituzione avviene mensilmente o semestralmente, con importi stabiliti in precedenza, composti dall’importo prestato sommato ad una maggiorazione derivante dal tasso d’interesse. I tassi vengono calcolati in base al Tan, ossia il tasso annuo nominale di interesse, il Taeg, ossia tasso annuo effettivo globale, e l’intero importo è influenzato dall’importo prestato, dalla frequenza di restituzione della somma e dalla sua durata.

La rata può essere fissa o variabile a seconda che il mutuo sottoscritto sia appunto a tasso fisso o variabile. L’intero importo va restituito entro un lungo termine temporale, anche questo prestabilito, di minimo 5 anni.

Oltre che in base alle rate, i prestiti possono essere classificati secondo la persona che li richiede. Quindi, si parla di prestiti personali, prestiti fiduciari, prestiti per protestati o anche prestiti ai dipendenti, nel caso che il prestito venga emesso da un’impresa o da un’azienda verso un dipendente interno, prestiti alle imprese. Questi ultimi vengono “accesi” quando un’impresa ha bisogno immediato di liquidità e di solito le imprese hanno anche condizioni agevolate per il rimborso del capitale erogato: è il caso, quindi, dei così detti mutui agevolati.

Ma come scegliere il prestito più esatto? Beh, bisogna armarsi di tempo e pazienza (soprattutto). Intanto, ci si può recare presso le filiali di diversi istituti di credito, sottoporre la propria situazione, farsi fare dei preventivi e in seguito valutare presso quale istituto si hanno condizioni migliori. Ricordando poi che si può sempre usufruire della portabilità, cioè si può trasferire un mutuo in corso da una banca ad un’altra che offre condizioni più agevoli della precedente. Oppure, se non si ha tempo di fare un pellegrinaggio in banca, si può utilizzare internet, e farsi fare dei preventivi on line. ormai, tutte le banche hanno un sito internet e su ognuno c’è la possibilità di fare il nostro preventivo. Ancora, ci si può rivolgere ad un consulente, che ci aiuti nella scelta delle condizioni contrattuali più vantaggiose per le nostre tasche.

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