Prestiti per i lavori di casa

marzo 20, 2010

Quanti di noi rimandano un rifacimento di casa, magari la copertura del tetto, un lavoro all’esterno, un camino nuovo, una ristrutturazione generale alla propria amata abitazione?

E sopratutto quanti sono costretti a rinunciare perché i costi dei materiali edili come anche quelli di progettazione (le spese burocratiche, del geometra o dell’architetto) o anche quelli della manodopera stessa (sempre più specializzata) sono troppo elevati? In questo periodo di difficile risalita economica, ci si può scommettere che tante famiglie e tanti soggetti provati in generale rinunciano dopo aver sognato un po’.

Rinunciano in attesa di tempi migliori a rifare l’impianto idraulico magari, a imbiancare le pareti o rifare il sistema di drenaggio dell’acqua piovana. Si rinuncia, insomma, non solo a tante opere di rifacimento estetico, ma anche a tante altri lavori necessari per la propria casa, quanto meno in ottica futura.
Tuttavia, non sempre si deve rinunciare ai propri sogni e desideri. Tante società di credito, infatti, vengono incontro ai consumatori italiani proprio in questo senso, come ad esempio la finanziaria Findomestic, con le sue sempre innovative e vantaggiose promozioni web.
Per quanto riguarda i lavori di casa, infatti, Findomestic ha messo sul piatto un prestito finalizzato proprio per rinnovare o ristrutturare la propria casa. Scopriamolo nel dettaglio.
Come prima cosa, la quantità erogabile per le operazioni di restauro. Si parte da una somma minima di mille euro, fino ad arrivare ad una somma massima di 15 mila euro rimborsabile in massimo 84 mesi di ammortamento. Motivazione? Sia lavori eseguiti da professionisti (imprese o liberi artigiani e professionisti) che lavori eseguiti in famiglia, personalmente. Gli acquisti, in ogni caso, possono essere effettuati dove si vuole, dall’edilizia e la ferramenta di fiducia insomma.
Capitolo requisiti. L’età anagrafica, come prima cosa, non può superare i 75 anni e naturalmente il prestito deve essere richiesto da un maggiorenne. Il reddito deve essere dimostrata con idonea documentazione e la residenza deve essere stabilita sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda l’erogazione del prestito e le modalità di rimborso, da sottolineare la possibilità di ricevere direttamente e comodamente sul proprio un bonifico bancario oppure vedersi recapitare al proprio domicilio un assegno con raccomandata assicurata. Mentre, similmente, per il rimborso delle rate mensile, si prevedono due principali possibilità: l’addebito diretto sempre sul proprio conto corrente come anche il pagamento con semplici bollettini postali.
E infine capitolo tassi di interesse. Il Taeg, tasso annuo effettivo globale, praticato, o comunque massimo applicabile non supera i 10,39 punti percentuali. A questo costo, inoltre, si può aggiungere quello dell’assicurazione sullo stesso prestito, attivabile in caso di sofferenza da parte dell’utente debitore.

Mutui: una fotografia sull’inizio del 2010

marzo 18, 2010

Ci sono tre dati, sostanzialmente, che possono essere presi come indicatori della situazione creditizia e finanziaria italiana che, ovviamente, riguardano i mutui e i prestiti. In particolare, neanche a dirlo, i mutui, prestiti a lungo termine che servono a finanziare progetti particolarmente importanti ed esosi come l’acquisto o la ristrutturazione della propria abitazione o un investimento di varia natura a livello imprenditoriale (investimenti in termini di macchinari, merce, utenze e spese di vario genere e così via lungo la sempre più complessa lista di spese che una piccola o media impresa deve sostenere per sopravvivere in questo libero mercato aperto ai grandi concorrenti internazionali e anche ai distributori e commercianti che sfruttano economie di scala come gli operatori cinesi, indiani, orientali in genere e addirittura anche centro e sud americani).

Sui prestiti e i mutui, comunque, questo 2010 non riesce a dare momenti di serenità, nonostante segnali che dovrebbero incoraggiare consumatori e imprenditori.

Si diceva, prima, di tre concetti e indicatori chiave che vanno a caratterizzare questo inizio di decennio, anche sulla scia dell’ultimo 2009. Il primo di questi indicatori riguarda i tassi di interesse, leggermente in calo. Il secondo riguarda l’erogazione dei mutui, stagnante. Il terzo riguarda le sofferenze, in grave aumento. Caratteristiche che vanno a segnare profondamente la società italiana, le abitudini di vita e i progetti futuri. Capito tassi.

Dopo un biennio nero, i tassi hanno cominciato a decrescere in maniera incisiva, anche dopo vari interventi istituzionali di rigore come quelli della stessa Banca centrale europea Bce guidata dal governatore Trichet. Da Francoforte, infatti, negli ultimi mesi sono arrivate decisioni determinanti per fermare la crescita abnorme dei tassi di interesse e questi – in particolare quelli seguiti dall’Euribor e quindi il Taeg, il tasso annuo effettivo globale – hanno smesso di crescere e hanno cominciato addirittura a scendere a dirotto fino a toccare i minimi storici (sia a livello mensile che a livello trimestrale e semestrale, dove l’Euribor è sotto l’1%). Ciò nonostante i mutui non aumentano e, punto terzo, aumentano le sofferenze, ovvero gli italiani che non riescono a pagare il proprio mutuo. Secondo l’Assofin, infatti, i mutui nel 2009 sono calati di quasi 7 punti percentuale, anche se negli ultimi mesi dello scorso anno hanno segnalato una certa ripresa. Mentre le sofferenze sono aumentate in maniera vertiginosa, arrivando a un ammontare di 46 miliardi.

Al via i prestiti per i nuovi nati

marzo 9, 2010

Neo mamme e neo papà di tutta Italia, doppia felicità: non solo l’arrivo di vostro figlio, ma anche di un fondo pensato per il suo futuro. L’iniziativa era stata pensata col decreto “anti-crisi”, ma adesso è stata ufficialmente varata ed è disponibile al pubblico che ne farà richiesta.

L’iniziativa vede anche la collaborazione dell’ABI insieme al Governo, che ha stanziato un fondo di 85 milioni in 3 anni per le famiglie che hanno avuto un figlio nel 2009, nel 2010 o nel 2011, che potranno così far fronte alle spese che la nascita di un figlio comporta. I neo-genitori potranno accedere ad un prestito che ammonta ad un massimo di 5mila euro, da restituire con tasso fisso secondo i tassi stabiliti dal singolo istituto di credito, senza limitazioni di reddito. È possibile ottenere un prestito per ogni figlio, tranne nei casi di affido condiviso o potestà: in tali casi si ha diritto a un solo prestito complessivo, dello stesso importo.

Le banche si prenderanno l’impegno ad applicare un Taeg (tasso annuo effettivo globale) non superiore del 50% del Tegm (tasso effettivo globale medio). Il tempo di restituzione massimo è stabilito entro 5 anni dall’ottenimento dello stesso, sia attraverso pagamenti rateali da concordare al momento della sottoscrizione, sia in unica soluzione.
Sul sito www.fondonuovinati.it è possibile consultare l’elenco delle banche presso le quali i genitori possono aprire il fondo destinato al loro bimbo. Per accedervi, ci si deve recare in una banca aderente entro il 30 giugno dell’anno seguente alla nascita del bimbo o della data di adozione, dove sarà possibile compilare la modulistica necessaria per richiedere il prestito: sarà il modulo compilato ad attestare il possedimento dei requisiti necessari. La data di adozione che farà fede sarà la data della sentenza di affidamento pre-adottivo o di adozione definitiva per le adozioni nazionali; farà fede la data del provvedimento di autorizzazione all’ingresso e alla permanenza per le adozioni internazionali. Ovviamente, in caso di dichiarazioni false il prestito sarà revocato.

Abi: in aumento le sofferenze creditizie

febbraio 23, 2010

Il 2009, da un punto di vista creditizio e finanziario, non è stato propriamente quello che si può dire un anno sereno: quanto meno da un punto di vista economico e quindi prettamente sociale.

Lo si evince se si guardano i dati che fanno riferimento all’occupazione (sopratutto quella giovanile, e sopratutto, ancora un volta, quella meridionale), ma anche se si da una occhiata alla produzione con il PIL – il prodotto interno lordo – in una situazione sostanzialmente di stallo. Ne consegue quindi un disagio collettivo e una paura di azzardare sia a livello familiare – quindi privato –  che a livello invece pubblico ovvero imprenditoriale.
Tutto ciò, ovviamente, si è riversato su un settore economico sostanzialmente in crisi anche se in lieve ripresa (magari grazie ad iniziative sia pubbliche che private, o anche addirittura prese a livello sociale: di solidarietà sociale). Si tratta dell’intero compartimento dei prestiti e del credito in generale: prestiti finalizzati, credito al consumo, mutui ipotecari o fondiari, finanziamenti a tasso fisso o variabile e così via lungo la sempre estesa lista di tipologie di finanziamenti e pratiche debitorie che riguardano sempre di più anche la popolazione italiana, quella storicamente meno avvezza a tali pratiche rispetto ai vicini di casa europei, specialmente quelli anglosassoni (per non parlare poi degli americani).
I dati statistici dell’associazione delle banche italiane, infatti, per l’anno 2009 ha segnalato un aumento delle sofferenze degli utenti debitori rispetto agli istituti di credito (banche e società finanziarie e creditizie), che hanno concesso prestiti e mutui.
Nel 2009, infatti, le quote non esigibili o comunque difficilmente esigibili, sono ammontate a quasi 60 miliardi. Una quota veramente molto alta di sofferenze (leggasi mancati pagamenti). Ma il dato diventa vieppiù significativo se lo si raffronta a quello del 2008, quando le sofferenze e quindi la mancanza dei rimborsi previsti era un poco superiore ai 40 miliardi (l’aumento è di oltre il 40%, pari a quasi 18 miliardi: cifre da capogiro).

La crisi, quindi, sembra non essere assolutamente finita, anche se va considerato l’effetto domino dei mesi difficili del 2008, che naturalmente si stanno protraendo in questi mesi, e probabilmente faranno sentire il loro peso anche nel corso del 2009, quando Tan e Taeg (rispettivamente tasso annuo nominale e tasso annuo effettivo globale) dovrebbero far segnalare riprese in termini di concorrenza sul mercato, ma anche difficoltà finanziarie non ancora risolte.

Credito spaziale da Findomestic

febbraio 20, 2010

Prestiti dell’altro mondo, ovvero spaziali da parte del gruppo Findomestic. Si tratta, a veder bene, di prestiti differenziati che rientrano nel piano della promozione Offerta spaziale della Banca Findomestic per la promozione di prestiti e crediti lanciati e disponibili online agli utenti privati: singoli o famiglie. E questo, ovviamente, solo se sottoscritti sul web. prestiti
In particolare, le linee di credito messe a disposizione riguardano particolari caratteristiche riferite all’importo finanziabile (fino a 30 mila euro erogabili), il piano di ammortamento, per quanto riguarda le tempistiche di rimborso (fino ad 84 mesi), l’importo fisso della rata (474,70 euro), e i tassi applicati a questo stesso piano di ammortamento: quello annuo nominale all’8,47% e quello annuo effettivo globale Taeg all’8,81%.
I prestiti, nelle somme e caratteristiche di rimborso si differenziano in prestito per l’acquisto dell’automobile (fino a trenta mila euro rimborsabili in 84 rate), prestiti per i lavori di casa (almeno fino a 25 mila euro), prestiti e finanziamento per l’arredamento (per un massimo di 18 mila euro finanziabili sempre in 84 mesi e a tassi invariati) e prestiti per l’acquisto di elettrodomestici per la casa o per le cerimonie: l’importo finanziabile, in questi casi, arriva ai 5 mila euro e non supera, nel piano di ammortamento per quanto riguarda il rimborso, i 4 anni (rata tipica di 125 euro circa, tassi Tan e Taeg  leggermente più alti, rispettivamente al 9,53 e 9.96%).
La procedura per la richiesta dei prestiti è semplificata nell’immediatezza e nella sua semplicità: innanzitutto va richiesta on line previa l’indicazione dei dati personali. Da qui inizia la procedura formale, poiché il gruppo Findomestic erogherà il prestito direttamente sul conto corrente del richiedente, ovviamente se la stessa banca, dopo gli accertamenti, avrà ritenuto idonea la richiesta rispetto alle garanzie offerte dall’aspirante debitore, anche se formalmente non viene richiesta la produzione di nessuna documentazione specifica in garanzia della linea di credito del finanziamento stesso. Ciò, ovviamente, grazie alla presentazione di alcuni requisiti fondamentali: l’età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 75, la residenza sul territorio italiano, un reddito dimostrabile in sede documentabile.
Il prestito, quindi, verrà poi rimborsato con addebiti RID o anche con comodi e più tradizionali bollettini postali, a seconda della scelta specifica fatta, in sede di richiesta del prestito, dall’utente beneficiario dello stesso finanziamento.

Arriva la sospensione della rata del mutuo

gennaio 14, 2010

Questo 2010 di mutui sarà caratterizzato da attese novità: sopratutto per i consumatori, ovvero i contraenti i così tanto desiderati e sofferti finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione della propria casa (la prima casa, ovviamente).Innanzitutto la questione del rinvio della rata del proprio prestito. Dal primo di febbraio di quest’anno, infatti, sarà possibile presentare, alla propria banca, una domanda che permette, al richiedente, di sospendere la propria rata del mutuo per un periodo di 12 mesi. Tale richiesta, in particolare, va presentata entro il 31 gennaio del prossimo anno 2011: si tratta, difatti, di una iniziativa nata dall’accordo tra l’ABI, ovvero l’associazione delle banche italiane, e le varie associazioni dei consumatori del settore. Quando può essere chiesta la proroga? Quando, in maniera documentata, viene fatta presente una grave situazione economica e familiare quali la perdita del lavoro, la morte, la cassa integrazione, e altre gravi problematiche.

È per questi motivi, quindi, che le banche italiane concederanno un periodo, relativamente lungo, nel quale poter un attimo respirare e rimettersi in forza per far fronte alle non proprio basse spese che si devono sostenere per finanziamenti di questo tipo. Che si tratti di mutui ipotecari o non, mutui a tasso fisso o mutui a tasso variabile e così via, i quali presentano periodi di ammortamento, ovvero di rimborso della quota capitale ricevuta, più quella della quota dei tassi di interesse maturati a fronte del taso annuale praticato (in cosiddetto TAN) e del tasso annuo effettivo globale (il TAEG, quello che effettivamente consegna al mutuatario – ovvero al contraente del prestito – il costo aggiuntivo che viene sostenuto per questa tipologia di servizio creditizio e finanziario)

Ma nonostante l’iniziativa lodevole, bisogna essere cauti. Le sospensioni, difatti, non saranno immediate né nemmeno totali. Infatti le varie banche dovranno effettuare non facili controlli per accertarsi delle reali condizioni di necessità delle famiglie colpite da uno dei problemi sopra elencati. Esse, infatti, avranno 45 giorni per effettuare questi controlli e dopodiché avvieranno, in caso di esito positivo dei controlli stessi, le pratiche per avviare la sospensione.

Da verificare anche i requisiti per così dire tecnici, tra cui il reddito del contraente (non superiori a 40 mila euro annui) e il limite del finanziamento sottoscritto che non può essere superiore alla cifra di 150 mila euro, fatte salve le eccezioni, solamente migliorative, comunque, applicate ed applicabili dalla varie banche: conviene, ovviamente, chiedere alla propria se conviene o meno allungare di un anno il proprio mutuo per respirare nell’immediato.

Prontissimo è il prestito che non chiede il conto

gennaio 11, 2010

Le novità finanziarie si susseguono. Tra queste, come strumento proprio per le famiglie e i singoli consumatori, emerge un prestito particolare lanciato da Bancoposta del Gruppo Poste Italiane SpA. Si chiama Prontissimo, e la sua peculiarità è il fatto che per avervi accesso non c’è bisogno che il richiedente abbia attivo un conto corrente Bancoposta o in alternativa un conto corrente di un’altra qualsiasi banca italiana.
Ma chi può richiedere Prontissimo? Prontissimo è il prestito per tutti, pronto immediatamente. Lo si ottiene rapidamente, e può essere ottenuto da chi lavora in Italia e nello stesso nostro paese è residente (al di là della residenza). L’età del richiedente deve essere compresa tra i 18 e i 70 anni, mentre la tipologia di lavoro può essere varia (si può quindi essere dipendenti, atipici o in somministrazione, autonomi e quindi pensionati).
Quanto si può ottenere è un bel gruzzoletto. La cifra erogabile, infatti, varia dalle 1 e 500 euro ai 6 mila euro. Questi soldi possono essere ottenuti in due modi: in contanti, direttamente allo sportello dell’ufficio postale predisposto e scelto dal contraente, o anche con accredito diretto sul proprio conto Bancoposta, qualora se ne è in possesso, tramite uno specifico bonifico.
Semplice è poi la modalità di rimborso. Il numero delle rate del piano di ammortamento varia dalle 24 alle 60 (corrispondenti, ovviamente, a delle mensilità), tramite diversi strumenti, specificamente il bollettino postale o l’addebito diretto sul conto corrente (che deve essere, comunque, sempre Bancoposta).
E i costi? Nono è prevista nessuna tipologia specifica di spesa istruttoria, così come nessuna commissione per quanto riguarda sia l’incasso delle varie rate che riguardano il rimborso mensile, così come nessuna spesa è prevista per l’invio delle comunicazioni in forma scritta e cartacea.
Il Tan (tasso annuo nominale) applicato e del 12,5%, mentre il Taeg (Tasso annuo effettivo globale, così come l’Isc) è del 13,25%. Nessuna spesa, inoltre, è prevista per l’estinzione anticipata del prestito.
Come richiederlo? Basta presentarsi presso gli uffici postali abilitati al servizio con un documento di riconoscimento valido (preferibilmente la carta di identità), il codice fiscale, l’ultima busta paga (o in alternativa, a seconda del caso, il Modello Unico se si è lavoratori autonomi, o il cedolino della propria pensione).

Carte revolving: è boom

novembre 26, 2009

In questi ultimi anni hanno avuto molto successo le così dette carte revolving, cioè delle vere e proprie carte di credito, che concedono la possibilità di rimborsare ratealmente il saldo alla fine di ogni mese. Hanno un tasso calcolato in base al Taeg e al Tan, così ogni rata ha un importo minimo che può essere scelta dal cliente; di solito, i tassi sono intorno al 5% o al 10%. Il proprietario della carta può così ottenere un prestito, che non rimborsa direttamente col primo estratto conto, ma che può restituire nel tempo, con rate flessibili. In questo modo, si possono sostenere delle spese anche prima che venga accreditato lo stipendio o comunque prima che queste carte vengano ricaricate, e di pagare in un secondo momento. Certo, c’è il rischio che non ci si renda conto delle spese e che quindi la carta vada “in rosso” più di quanto ci si aspetti; ma è proprio qui che interviene la rateizzazione del pagamento. Continua a leggere: Carte revolving: è boom

Taeg e Tan: cosa sono?

novembre 10, 2009

Al momento di stipulare un mutuo o di richiedere un prestito, spesso si sentono nominare Taeg e Tan. Ma quasi sempre nessuno indaga in modo approfondito su cosa rappresentino queste voci. Questi indici intervengono in ogni acquisto rateale che effettuiamo, dalla casa, all’automobile. Persino negli acquisti sull’elettronica di consumo. Continua a leggere: Taeg e Tan: cosa sono?

Le rate del credito al consumo

settembre 19, 2009

 Gli italiani amano il credito al consumo, che consente loro di acquistare beni e servizi a credito e restituire tutto ratealmente. Un credito quindi finalizzato per soddisfare piccole e grandi necessità personali. Ma c’è un problema: le rate. Le rate, infatti, possono essere sì comode ma…non così piccole come spesso si è portati a pensare. Fino al punto che, spesso, ci si ritrova a pagare anche il doppio un oggetto. I pagamenti di solito sono dilazionati per un breve periodo, variabile da 12 mesi a 72, e gestiti da intermediari finanziari. È vantaggioso perché non richiede garanzie come il pegno del bene o le fideiussione. È un’indagine svolta dall’associazione AltroConsumo, l’associazione a tutela dei consumatori, a rivelare le falle di un sistema ben avviato e collaudato. Continua a leggere: Le rate del credito al consumo

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