La giungla dei prestiti facili

febbraio 1, 2011

La possibilità di pagare a rate quasi qualunque cosa può portare ad abusarne. È quanto per esempio può succedere a quei beati che, con 1600 euro di busta paga (beati loro) possono accumulare anche fino a tre prestiti contemporaneamente, anche da 60mila euro. Continua a leggere: La giungla dei prestiti facili

Prestiti per studenti

settembre 14, 2010

Studiare è un diritto per ognuno, un obiettivo irrinuncibile di questi tempi, dove formazione continua e una buona istruzione di base sono le fondamenta si una società efficente, sviluppata e cooperativa, nonchè il vero antidoto per la crisi economica, la disoccupazione e il malessere sociale galoppante, sempre più spesso figli di una cattiva specializzazione tecnica o culturale.

Ma tutto ciò è vero quanto anche è cara la nostra istruzione, che rischia di portare i nostri giovani e le nostre belle menti avanzate con l’età prima di aver sviluppato ottime competenze teoriche e professionali al contempo. Scegliere un’ottima scuola secondaria superiore e quindi un buon percorso di studi universitario, probabilmente in una diversa senonchè lontana città, sono i passi fondamentali per non trovarsi indietro già all’inizio.

Come anche è importantissimo scegliere un eventuale buon master per continuare il percorso formativo secondo un punto di vista maggiormente professionalizzante, o comunque più vicino al mondo aziendale o pubblico o ancora professionale, a secondo del campo di cultura prescelto.

Tutto ciò, ovviamente, ha costi di una certa rilevanza: le tasse universitarie, le borse di studio carenti come anche gli alloggi dedicati, gli affitti stratosferici per chi cambia, quindi, città, i materiali e i libri di testo, la retta del master e lo stage non retribuito e nemmeno rimborsato e tutti gli annessi e connessi.

Per far fronte a teli necessità molti istituti di credito e finanziari hanno lanciato prodotti economici dedicati. Un esempio calzante viene da BancoPosta di Poste Italiane: prestito personale atto a sostenere lo studio e, quindi, valorizzarne l’avvenire.

Offerta limitata nel tempo (settembre – dicembre 2010), questo strument o creditizio di Poste offre un prestito variabile che va dai mille ai cinquemila euro, con una durata del piano di ammortamento variabile dai 12 ai 24 mesi. Dedicato ai correntisti, la modalità di erogazione, difatti, avviene tramite accredito diretto sul conto corrente di BancoPosta. Allo stesso modo la modalità di rimborso: rate mensili con addebito diretto su conto corrente postale. Il tutto senza commissioni di incasso specifiche.

Da un punto di vista prettamente tecnico, le cifre finanziare dei tassi parlano, per quanto riguarda il Tan di un 6,9%, mentre per quanto riguarda il tasso effettivo globale (Taeg), di una massimo di 7,15% (poco superiore, quindi, al nominale).

L’istruttoria è gratuita, così come l’invio delle comunicazioni, mentre l’estinzione anticipata costa l’1% del capitale ancora da rimborsare.

I documenti richiesti? Carta di identità o documento equivalente, tessera sanitaria, dichiarazione dei redditi o altro documento simile, certificato di iscrizione a scuola, università, master, corso di specializzazione o professionale.

Il debito residuo per gli immobili

luglio 29, 2010

Quando si contrae un mutuo, esso viene ammortizzato nel tempo secondo uno specifico piano di ammortamento. Durante tale piano, il debitore si viene a trovare di volta in volta ad avere da pagare una parte residua di finanziamento che viene definita come debito residuo del mutuo.
Tale debito può essere sia variabile che fisso, e questa differenza dipende dalla tipologia contrattuale che il mutuatario, cioè chi ha acceso il mutuo e beneficia del bene immobile con esso acquistato o ristrutturato, ha stipulato con l’emittente o concedente, ovvero con l’ente che eroga il denaro o che ha acquistato, al posto del cliente, la casa o comunque l’edificio e l’ha quindi pagato al posto suo al proprietario venditore. Tale soggetto emittente può essere un ente bancario, un istituto creditizio, una società finanziaria o anche un intermediario finanziario o anche creditizio (le tipologie dei soggetti in campo dipendono anche dalle caratteristiche finanziari e giuridiche del processo di acquisto complessivamente inteso).
La tipologia di contratto, quindi, può prevedere una rata mensile costante oppure no.

Ma tale diversificazione è prevista a priori, cioè nel momento della stipula del contratto del mutuo, ed è il cliente che sceglie quale delle due tipologie di tasso applicare al proprio finanziamento, fermo restando i vari prodotti finanziari sul mercato.
Se la rata è costante, ovvero con tasso fisso, per il cliente è più facile calcolare il debito residuo del mutuo a partire da un certo periodo di tempo preciso. In questo caso, cioè, il cliente sa già quali sono gli importi della rate e per quanto tempo esso le deve corrispondere al soggetto creditore.
Nel caso in cui, invece, il piano di ammortamento – ovvero la pianificazione precisa delle rate, della loro scadenza e del loro importo sia parziale che totale, nonché del loro dettaglio – prevede un rimborso con rate non costanti, allora sapere a quanto ammonta il debito residuo è impresa alquanto ardua. Almeno per quanto riguarda i tassi applicati.
Proprio la questione dei tassi, infatti, rende la rata costante o meno. Nel primo caso i tassi vengono determinati a priori, cioè l’operatore, in previsione e anche in considerazione dei mercati e dei suoi andamenti, propone dei tassi fissi trimestralmente, legati all’indice di riferimento Euribor. Ma se il cliente vuole invece pagare l’effettivo andamento dei tassi, allora si procede alla stipula di un contratto con tasso variabile, ovvero dipendente dalle effettive oscillazioni dei mercati. Nel primo caso il debitore sa sempre a quanto ammonta il debito residuo contratto con la banca, nel secondo no. Se non nella sua quota capitale.
La quota iniziale o anche principale, infatti, è la parte del finanziamento che serve a pagare eventualmente l’acquisto o la ristrutturazione dell’immobile (sia esso una casa, una villa, un garage, un magazzino, una cascina, un capannone commerciale o industriale nonché ad uso agricolo, una stalle e via dicendo). Essa si conosce a priori. L’altra parte di denaro che compone l’intero finanziamento, o anche le singole rate, dipende, quindi, dalla tipologia contrattuale a tasso fisso o tasso variabile, e quindi dagli indici TAN e TAEG. Il primo è il tasso annuo nominale (il tasso puro applicato a un finanziamento). Il TAEG, invece, è il tasso annuo effettivo globale, ed è estremamente preciso nell’indicare gli effettivi costi aggiuntivi al capitale iniziale che il cliente debitore deve corrispondere al suo creditore

Come funzionano i prestiti auto?

luglio 23, 2010

Il prestito per acquistare una automobile, nuova o usata, è una tipologia di finanziamento o prestito finalizzato, cioè subordinato a uno specifico acquisto. Esiste quindi un qualche ente o commerciante convenzionato e quindi la somma prestata non viene direttamente versata al richiedente.

Questo prestito viene sottoscritto dal rivenditore di auto, ed è richiesto quando si vuole effettuare un acquisto rateale. Con un tasso di interesse fisso, e un piano di ammortamento predeterminato al momento della stipula dello stesso, mediante apposito contratto controfirmato dalle parti in causa. Solitamente, prima dell’inizio del rimborso, come incentivo all’acquisto viene concesso un periodo in cui le rate non devono ancora essere pagate. Si tratta soltanto di un posticipo, ovvero di una strategia di marketing mirante a attirare clienti che in un momento specifico non possono comperare un macchina nemmeno con un piano rateale. Questo strumento viene definito preammortamento.

Il funzionamento del finanziamento riguarda tre attori. Il rivenditore di automobili, l’acquirente della stessa, un istituto finanziario. A gestire il tutto è direttamente il concessionario, che si occuperà di tutti gli aspetti legali, informativi, finanziari. Farà da tramite, cioè, con la finanziaria o l’ente creditizio, verso cui l’acquirente, e quindi debitore, si è impegnato per un determinato periodo, e per una determinata cifra a scadenze multiple. Una volta approvato e concesso il prestito, sarà la società finanziaria a pagare l’automobile al rivenditore. Essa, infatti, garantisce per il consumatore, che a questa dovrà rimborsare mensilmente il denaro prestato o anticipato. Il rivenditore di automobili, da parte sua, avrà così il pagamento assicurato – perché ad assicurarlo è la finanziaria – e in più si pagherà anche una commessa. Costo che ovviamente cade, in automatico, sul consumatore, che esso identificherà come costi di gestione e apertura pratica. Il cliente acquirente, da parte sua, con il contratto si impegna a restituire la quota capitale, i tassi maturati durante il tempo del finanziamento concesso e quindi tutte le spese di gestione che comunque devono essere ben chiare al debitore sin dal momento della stipula del contratto.

Nei finanziamenti per l’acquisto di automobili ci sono alcune limitazioni che concernono il valore finanziabile, la somma massima erogabile, il tempo limite di rimborso. Generalmente la cifra che viene coperta è al massimo corrispondente all’80% del valore complessivo del veicolo. Questo significa, comunque, che c’è un limite relativo all’importo finanziabile. Relativo, cioè, a quanto costa in effetti l’autovettura. Ma a questo limite relativo se ne affianca uno assoluto, e che riguarda la cifra massima finanziabile con riferimento ad una automobile, che è pari a 30 mila euro. Ciò significa che un finanziamento per l’acquisto di un’automobile non può superare i 25 mila euro al massimo e in casi eccezionali.

Le tempistiche di rimborso sono invece molto variabili: da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 60 mesi, con rate che quindi oscillano di molto, anche diverse centinaia di euro a seconda dell’entità dell’acquisto, della somma finanziata e del periodo totale di ammortamento.

A seconda di questi elementi, ovviamente, il costo del finanziamento cresce o decresce. Più è lungo e meno cospicue sono le rate, più il finanziamento sarà caro, meno durerà l’ammortamento, e più elevate saranno le rate, meno costoso sarà quindi il suo costo totale.

A rappresentare le quote di questi costi, intervengono soprattutto in Tan o tasso annuo nominale e Taeg, tasso annuale effettivo globale.

Mutui, l’aiuto dei comuni

giugno 15, 2010

Acquistare o ristrutturare la propria casa (quella di residenza) è l’investimento finanziario più importante e necessario nella società italiana. Ma i tempi e le congiunture economico-monetarie europee e internazionale più in genere, purtroppo rendono questa operazione sempre più gravosa e di difficile realizzazione.

È vero che il momento nero sui tassi di interesse europei è passato o quanto meno si è affievolito, ma le prospettive occupazionali, il costo del denaro, l’insicurezza sociale e la precarietà generalizzata, la crisi dell’economia reale più in generale, rendono assai difficile trovare un mutuo idoneo alle proprie possibilità ed esigenze, sopratutto per le giovani coppie, ancor di più immerse nelle difficoltà lavorative, finanziarie e ogni giorno messe alla dura prova da problematiche di ogni ordine e genere.
Per fortuna, sono molte le iniziative pubbliche e sociali atte a dare una mano a questi soggetti: dalla chiesta cattolica alle associazioni di categoria, dagli enti sovraterritoriali alle banche stesse, dal governo e le istituzioni ministeriali all’Abi (la moratoria dell’associazione delle banche italiane) per finire al soggetto istituzionale o ente territoriale competente più vicino al cittadino: il proprio comune di residenza anagrafica.
Si susseguono, infatti, le iniziative delle giunte comunali per dare una mano a chi vuole mettere su famiglia sul proprio territorio di origine, e da nord a sud fino alle isole si moltiplicano le iniziative per avere accessi particolari e agevolati ai mutui per l’acquisto, la ristrutturazione o addirittura la costruzione della prima casa.
In questo contesto si riportano due esempi lampanti: quelli, rispettivamente, del comune  di Adria (in provincia di Rovigo, al Nord, in Veneto per la precisione) e quello del comune di San Benedetto del Tronto (nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, al Centro). Zone diverse, situazioni sociali differenti, ma problemi economici comuni, purtroppo.

Questi due comuni, infatti, hanno precedentemente bandito l’accesso ai mutui di cui sopra si accennava, in modalità diverse ma sostanzialmente con gli stessi intenti: dare accesso a chi ne ha difficoltà, al mutuo edilizio o immobiliare per restare a casa propria, nei luoghi della propria biografia personale.
Per la maggiore il requisito di accesso ai tassi agevolati proposti dai comuni sono il reddito e la volontà di abitare nel proprio comune di residenza, senza che si debba per forza emigrare per trovare un po’ di stabilità o tassi di mercato magari più accessibile se cambia la situazione lavorativa. Ma a quale costo?

E così si moltiplicano le emulazioni, così molti altri comuni in questi mesi e in questi anni, hanno pubblicato molti bandi per chi, in disagio economico, ha bisogno di tassi interbancari, Tan e Taeg molto più accessibili. L’importante, in linea generale, è che si tratta di una spesa che riguarda la propria prima casa.

Duttilio di Agos Ducato, il nuovo prestito personale flessibile

aprile 15, 2010

Un prestito flessibile e adatto a tutte le tasche e esigenze è quello che promette il nuovo Duttilio di Agos Ducato. Questo nuovo prestito della società specializzata nel credito al consumo facente capo alla Crédit Agricole, ha l’intenzione di adattarsi alle esigenze e ai bisogni di spesa dei clienti che decidono di sottoscriverlo, on line oppure recandosi presso una delle filiali Agos Ducato. Per richiederlo, è necessario presentare un documento d’identità valido, il codice fiscale e la documentazione necessaria, disponibile sul sito della società di credito. Continua a leggere: Duttilio di Agos Ducato, il nuovo prestito personale flessibile

Prestiti e finanziamenti online: facciamo chiarezza

aprile 1, 2010

Il mondo dei prestiti è decisamente complesso, è cosa nota. E districarsi in questo mondo è un’impresa piuttosto ardua, dato che le banche non si impegnano per rendere chiare e trasparenti le comunicazioni per i non addetti ai lavori, tanto che a volte sembra che ci occorra una laurea e un dottorato per interpretare i fogli rilasciati dalla nostra banca. Invece, può esser reso tutto più semplice ed agevole.

Ecco, di seguito, una piccola guida e qualche definizione per comprendere meglio il mondo dei prestiti. Per prestiti intendiamo semplicemente l’atto di consegna di denaro che una banca o un altro ente finanziario persegue verso il soggetto richiedente.

Quest’ultimo si assume poi un obbligo di restituzione del capitale prestato, con un importo uguale o maggiorato attraverso i tasi d’interesse. La restituzione avviene mensilmente o semestralmente, con importi stabiliti in precedenza, composti dall’importo prestato sommato ad una maggiorazione derivante dal tasso d’interesse. I tassi vengono calcolati in base al Tan, ossia il tasso annuo nominale di interesse, il Taeg, ossia tasso annuo effettivo globale, e l’intero importo è influenzato dall’importo prestato, dalla frequenza di restituzione della somma e dalla sua durata.

La rata può essere fissa o variabile a seconda che il mutuo sottoscritto sia appunto a tasso fisso o variabile. L’intero importo va restituito entro un lungo termine temporale, anche questo prestabilito, di minimo 5 anni.

Oltre che in base alle rate, i prestiti possono essere classificati secondo la persona che li richiede. Quindi, si parla di prestiti personali, prestiti fiduciari, prestiti per protestati o anche prestiti ai dipendenti, nel caso che il prestito venga emesso da un’impresa o da un’azienda verso un dipendente interno, prestiti alle imprese. Questi ultimi vengono “accesi” quando un’impresa ha bisogno immediato di liquidità e di solito le imprese hanno anche condizioni agevolate per il rimborso del capitale erogato: è il caso, quindi, dei così detti mutui agevolati.

Ma come scegliere il prestito più esatto? Beh, bisogna armarsi di tempo e pazienza (soprattutto). Intanto, ci si può recare presso le filiali di diversi istituti di credito, sottoporre la propria situazione, farsi fare dei preventivi e in seguito valutare presso quale istituto si hanno condizioni migliori. Ricordando poi che si può sempre usufruire della portabilità, cioè si può trasferire un mutuo in corso da una banca ad un’altra che offre condizioni più agevoli della precedente. Oppure, se non si ha tempo di fare un pellegrinaggio in banca, si può utilizzare internet, e farsi fare dei preventivi on line. ormai, tutte le banche hanno un sito internet e su ognuno c’è la possibilità di fare il nostro preventivo. Ancora, ci si può rivolgere ad un consulente, che ci aiuti nella scelta delle condizioni contrattuali più vantaggiose per le nostre tasche.

Prestiti per i lavori di casa

marzo 20, 2010

Quanti di noi rimandano un rifacimento di casa, magari la copertura del tetto, un lavoro all’esterno, un camino nuovo, una ristrutturazione generale alla propria amata abitazione?

E sopratutto quanti sono costretti a rinunciare perché i costi dei materiali edili come anche quelli di progettazione (le spese burocratiche, del geometra o dell’architetto) o anche quelli della manodopera stessa (sempre più specializzata) sono troppo elevati? In questo periodo di difficile risalita economica, ci si può scommettere che tante famiglie e tanti soggetti provati in generale rinunciano dopo aver sognato un po’.

Rinunciano in attesa di tempi migliori a rifare l’impianto idraulico magari, a imbiancare le pareti o rifare il sistema di drenaggio dell’acqua piovana. Si rinuncia, insomma, non solo a tante opere di rifacimento estetico, ma anche a tante altri lavori necessari per la propria casa, quanto meno in ottica futura.
Tuttavia, non sempre si deve rinunciare ai propri sogni e desideri. Tante società di credito, infatti, vengono incontro ai consumatori italiani proprio in questo senso, come ad esempio la finanziaria Findomestic, con le sue sempre innovative e vantaggiose promozioni web.
Per quanto riguarda i lavori di casa, infatti, Findomestic ha messo sul piatto un prestito finalizzato proprio per rinnovare o ristrutturare la propria casa. Scopriamolo nel dettaglio.
Come prima cosa, la quantità erogabile per le operazioni di restauro. Si parte da una somma minima di mille euro, fino ad arrivare ad una somma massima di 15 mila euro rimborsabile in massimo 84 mesi di ammortamento. Motivazione? Sia lavori eseguiti da professionisti (imprese o liberi artigiani e professionisti) che lavori eseguiti in famiglia, personalmente. Gli acquisti, in ogni caso, possono essere effettuati dove si vuole, dall’edilizia e la ferramenta di fiducia insomma.
Capitolo requisiti. L’età anagrafica, come prima cosa, non può superare i 75 anni e naturalmente il prestito deve essere richiesto da un maggiorenne. Il reddito deve essere dimostrata con idonea documentazione e la residenza deve essere stabilita sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda l’erogazione del prestito e le modalità di rimborso, da sottolineare la possibilità di ricevere direttamente e comodamente sul proprio un bonifico bancario oppure vedersi recapitare al proprio domicilio un assegno con raccomandata assicurata. Mentre, similmente, per il rimborso delle rate mensile, si prevedono due principali possibilità: l’addebito diretto sempre sul proprio conto corrente come anche il pagamento con semplici bollettini postali.
E infine capitolo tassi di interesse. Il Taeg, tasso annuo effettivo globale, praticato, o comunque massimo applicabile non supera i 10,39 punti percentuali. A questo costo, inoltre, si può aggiungere quello dell’assicurazione sullo stesso prestito, attivabile in caso di sofferenza da parte dell’utente debitore.

Abi: in aumento le sofferenze creditizie

febbraio 23, 2010

Il 2009, da un punto di vista creditizio e finanziario, non è stato propriamente quello che si può dire un anno sereno: quanto meno da un punto di vista economico e quindi prettamente sociale.

Lo si evince se si guardano i dati che fanno riferimento all’occupazione (sopratutto quella giovanile, e sopratutto, ancora un volta, quella meridionale), ma anche se si da una occhiata alla produzione con il PIL – il prodotto interno lordo – in una situazione sostanzialmente di stallo. Ne consegue quindi un disagio collettivo e una paura di azzardare sia a livello familiare – quindi privato –  che a livello invece pubblico ovvero imprenditoriale.
Tutto ciò, ovviamente, si è riversato su un settore economico sostanzialmente in crisi anche se in lieve ripresa (magari grazie ad iniziative sia pubbliche che private, o anche addirittura prese a livello sociale: di solidarietà sociale). Si tratta dell’intero compartimento dei prestiti e del credito in generale: prestiti finalizzati, credito al consumo, mutui ipotecari o fondiari, finanziamenti a tasso fisso o variabile e così via lungo la sempre estesa lista di tipologie di finanziamenti e pratiche debitorie che riguardano sempre di più anche la popolazione italiana, quella storicamente meno avvezza a tali pratiche rispetto ai vicini di casa europei, specialmente quelli anglosassoni (per non parlare poi degli americani).
I dati statistici dell’associazione delle banche italiane, infatti, per l’anno 2009 ha segnalato un aumento delle sofferenze degli utenti debitori rispetto agli istituti di credito (banche e società finanziarie e creditizie), che hanno concesso prestiti e mutui.
Nel 2009, infatti, le quote non esigibili o comunque difficilmente esigibili, sono ammontate a quasi 60 miliardi. Una quota veramente molto alta di sofferenze (leggasi mancati pagamenti). Ma il dato diventa vieppiù significativo se lo si raffronta a quello del 2008, quando le sofferenze e quindi la mancanza dei rimborsi previsti era un poco superiore ai 40 miliardi (l’aumento è di oltre il 40%, pari a quasi 18 miliardi: cifre da capogiro).

La crisi, quindi, sembra non essere assolutamente finita, anche se va considerato l’effetto domino dei mesi difficili del 2008, che naturalmente si stanno protraendo in questi mesi, e probabilmente faranno sentire il loro peso anche nel corso del 2009, quando Tan e Taeg (rispettivamente tasso annuo nominale e tasso annuo effettivo globale) dovrebbero far segnalare riprese in termini di concorrenza sul mercato, ma anche difficoltà finanziarie non ancora risolte.

Credito spaziale da Findomestic

febbraio 20, 2010

Prestiti dell’altro mondo, ovvero spaziali da parte del gruppo Findomestic. Si tratta, a veder bene, di prestiti differenziati che rientrano nel piano della promozione Offerta spaziale della Banca Findomestic per la promozione di prestiti e crediti lanciati e disponibili online agli utenti privati: singoli o famiglie. E questo, ovviamente, solo se sottoscritti sul web. prestiti
In particolare, le linee di credito messe a disposizione riguardano particolari caratteristiche riferite all’importo finanziabile (fino a 30 mila euro erogabili), il piano di ammortamento, per quanto riguarda le tempistiche di rimborso (fino ad 84 mesi), l’importo fisso della rata (474,70 euro), e i tassi applicati a questo stesso piano di ammortamento: quello annuo nominale all’8,47% e quello annuo effettivo globale Taeg all’8,81%.
I prestiti, nelle somme e caratteristiche di rimborso si differenziano in prestito per l’acquisto dell’automobile (fino a trenta mila euro rimborsabili in 84 rate), prestiti per i lavori di casa (almeno fino a 25 mila euro), prestiti e finanziamento per l’arredamento (per un massimo di 18 mila euro finanziabili sempre in 84 mesi e a tassi invariati) e prestiti per l’acquisto di elettrodomestici per la casa o per le cerimonie: l’importo finanziabile, in questi casi, arriva ai 5 mila euro e non supera, nel piano di ammortamento per quanto riguarda il rimborso, i 4 anni (rata tipica di 125 euro circa, tassi Tan e Taeg  leggermente più alti, rispettivamente al 9,53 e 9.96%).
La procedura per la richiesta dei prestiti è semplificata nell’immediatezza e nella sua semplicità: innanzitutto va richiesta on line previa l’indicazione dei dati personali. Da qui inizia la procedura formale, poiché il gruppo Findomestic erogherà il prestito direttamente sul conto corrente del richiedente, ovviamente se la stessa banca, dopo gli accertamenti, avrà ritenuto idonea la richiesta rispetto alle garanzie offerte dall’aspirante debitore, anche se formalmente non viene richiesta la produzione di nessuna documentazione specifica in garanzia della linea di credito del finanziamento stesso. Ciò, ovviamente, grazie alla presentazione di alcuni requisiti fondamentali: l’età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 75, la residenza sul territorio italiano, un reddito dimostrabile in sede documentabile.
Il prestito, quindi, verrà poi rimborsato con addebiti RID o anche con comodi e più tradizionali bollettini postali, a seconda della scelta specifica fatta, in sede di richiesta del prestito, dall’utente beneficiario dello stesso finanziamento.

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