Ici : potrebbe tornare la tassa sulla prima casa
novembre 17, 2011
Tra le riforme previste da Monti c’è la possibile reintroduzione dell’ Ici sulla prima casa. In base all’indagine del Sevizio politiche territoriali della Uil con la reintroduzione della tassa, ogni famiglia italiana in media dovrebbe pagare 136 euro l’anno. Come è facile capire a pagare il “dazio” maggiore sarebbero le famiglie già in grande difficoltà economica. Secondo le stime del sindacato il ritorno dell’ Ici frutterebbe 3,7 miliardi di euro (nelle risposte alle 39 domande dell’Ue l’importo segnalato è di 3,5 miliardi), equivalente al 41% dell’attuale gettito che arriva ai Comuni (9,1 miliardi di euro).
La ricerca prende in considerazione 104 città capoluogo di Provincia, elaborando il costo medio riferito a un appartamento di 80 metri quadrati, per rendite catastali rapportate a cinque vani in zona semiperiferica. L’aliquota media applicata per l’abitazione principale è del 4,98 per mille, mentre l’aliquota ordinaria è del 6,74 per mille. E la detrazione media sulla prima casa è di 117,27 euro (103,29 euro la detrazione ordinaria). La spesa varia molto a seconda del tipo di abitazione, si passa dai 185,4 euro per una casa classificata come civile (A/2) agli 86,6 per un alloggio di categoria economica (A/3). I divari maggiori si registrano da una regione all’altra. Le tre città più care, nel caso di reintroduzione dell’imposta, sarebbero Bologna, Roma e Firenze, dove l’aggravio si attesterebbe intorno ai 400 euro. Mentre l’esborso sarebbe quasi trascurabile a Cagliari (35,5 euro).
Torna la tassa sulla prima casa
luglio 27, 2011
Con l’approvazione della manovra da 48 miliardi varata nei giorni passati, dal governo tornano a crescere le tasse sugli immobili, a partire dall’Irpef che tornerà a colpire l’abitazione principale. Nella manovra sono previsti infatti tagli alle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, del 5 per cento nel 2013 e fino al 20 per cento nel 2014.
E tra le agevolazioni, una delle più in vista è proprio la deduzione integrale della rendita catastale (tariffa d’estimo della zona relativa per numero dei vani rivalutata del 5%) dell’”unità immobiliare adibita ad abitazione principale”, ovvero della prima casa, e delle relative pertinenze. Al momento della compilazione della denuncia dei redditi i proprietari della casa di abitazione dovranno sommare al proprio imponibile Irpef anche il 20 per cento del valore della propria casa, ovvero della rendita catastale. Una stangata che colpirà 24 milioni e 200 mila italiani, possessori di prima casa.
Casa : arriva la service tax
luglio 12, 2010
Sarà di circa 26 miliardi all’anno, 25,96 miliardi per la precisione, il gettito della service tax, la nuova tassa comunale sugli immobili che accorperà l’Irpef sulla casa, l’Ici, e le imposte ipotecaria, catastale e di registro. Il meccanismo sarà impostato su un’aliquota sul possesso del bene, calcolata sul suo valore catastale (come avviene oggi per l’Ici) e una aggiuntiva da versare in caso di trasferimento del bene (come avviene per l’imposta di registro). Continua a leggere: Casa : arriva la service tax
Tassa sui rifiuti : le famiglie pagano sempre di più
gennaio 20, 2010
Nel 2009 la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) è aumentata mediamente del 4,9% rispetto all’anno passato. Le famiglie italiane quindi, hanno pagato mediamente 205,62 euro annui (2,57 euro al metro quadrato) a fronte dei 195,95 euro del 2008 (2,45 euro al metro quadro). In 5 anni (2005-2009), l’aumento medio è stato del 17,8% (31 euro pro capite). Questo è quello che emerge da uno studio del servizio politiche territoriali della Uil, analizzando le tariffe per le utenze domestiche della Tarsu delle 104 città capoluogo di provincia.
”La ricerca – spiega il segretario confederale Guglielmo Loy – ha preso come campione un nucleo familiare di quattro persone con una casa di 80 metri quadrati, un reddito imponibile ai fini Irpef di 36mila euro e un reddito Isee di 17.812 euro”. A seguito della decisione della Corte costituzionale, che nel luglio scorso ha sentenziato che la tariffa (Tia o Tari) si configura come un tributo e che pertanto non si deve applicare l’Iva, i rimborsi per i 5,8 milioni di contribuenti interessati ammontano a oltre 933 milioni di euro dal 2000 a oggi, pari a 161 euro pro capite.
Questi rimborsi riguarderanno i contribuenti che risiedono nei 1.193 Comuni, quasi tutti concentrati nel Centro-Nord che negli anni hanno adottato il regime tariffario, di cui 47 città capoluogo (tra le quali Roma, Venezia, Firenze, Trento, Bolzano).
Dal rapporto emerge che lo scorso anno 44 città hanno aumentato le tariffe della Tarsu-Tia con punte del 65,2% a Benevento (127,80 euro pro capite), del 60,3% a Napoli (136,30 euro pro capite), del 56,5% a Reggio Calabria (43,20 euro pro capite), del 50% a Ragusa (63,28 euro pro capite), del 37,2% a Trapani (54,14 euro pro capite). Rimangono, invece, invariate in 58 città, mentre diminuiscono in 2 città: a Pordenone (-9%) e Livorno (-2,2%). Tra le città più care ci sono Napoli con un prelievo, di 362,50 euro medi annui (4,53 euro al mq.); Salerno 330,00 euro (4,12 euro al mq,); Siracusa 325,68 euro (4,07 euro al mq.); Livorno 323,85 euro (4,05 euro al mq.); e Benevento 323,80 euro (4,05 al mq.).
Per quanto riguarda quelle dove si spende meno, ci sono Isernia, dove per la tassa sui rifiuti si paga mediamente 78,10 euro (0,98 euro al mq.); Matera 100,30 euro (1,26 euro al mq.); e Cremona 111,30 euro (1,39 euro al mq.).
Arriva la sospensione della rata del mutuo
gennaio 14, 2010
Questo 2010 di mutui sarà caratterizzato da attese novità: sopratutto per i consumatori, ovvero i contraenti i così tanto desiderati e sofferti finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione della propria casa (la prima casa, ovviamente).Innanzitutto la questione del rinvio della rata del proprio prestito. Dal primo di febbraio di quest’anno, infatti, sarà possibile presentare, alla propria banca, una domanda che permette, al richiedente, di sospendere la propria rata del mutuo per un periodo di 12 mesi. Tale richiesta, in particolare, va presentata entro il 31 gennaio del prossimo anno 2011: si tratta, difatti, di una iniziativa nata dall’accordo tra l’ABI, ovvero l’associazione delle banche italiane, e le varie associazioni dei consumatori del settore. Quando può essere chiesta la proroga? Quando, in maniera documentata, viene fatta presente una grave situazione economica e familiare quali la perdita del lavoro, la morte, la cassa integrazione, e altre gravi problematiche.
È per questi motivi, quindi, che le banche italiane concederanno un periodo, relativamente lungo, nel quale poter un attimo respirare e rimettersi in forza per far fronte alle non proprio basse spese che si devono sostenere per finanziamenti di questo tipo. Che si tratti di mutui ipotecari o non, mutui a tasso fisso o mutui a tasso variabile e così via, i quali presentano periodi di ammortamento, ovvero di rimborso della quota capitale ricevuta, più quella della quota dei tassi di interesse maturati a fronte del taso annuale praticato (in cosiddetto TAN) e del tasso annuo effettivo globale (il TAEG, quello che effettivamente consegna al mutuatario – ovvero al contraente del prestito – il costo aggiuntivo che viene sostenuto per questa tipologia di servizio creditizio e finanziario)
Ma nonostante l’iniziativa lodevole, bisogna essere cauti. Le sospensioni, difatti, non saranno immediate né nemmeno totali. Infatti le varie banche dovranno effettuare non facili controlli per accertarsi delle reali condizioni di necessità delle famiglie colpite da uno dei problemi sopra elencati. Esse, infatti, avranno 45 giorni per effettuare questi controlli e dopodiché avvieranno, in caso di esito positivo dei controlli stessi, le pratiche per avviare la sospensione.
Da verificare anche i requisiti per così dire tecnici, tra cui il reddito del contraente (non superiori a 40 mila euro annui) e il limite del finanziamento sottoscritto che non può essere superiore alla cifra di 150 mila euro, fatte salve le eccezioni, solamente migliorative, comunque, applicate ed applicabili dalla varie banche: conviene, ovviamente, chiedere alla propria se conviene o meno allungare di un anno il proprio mutuo per respirare nell’immediato.



