Il debito residuo per gli immobili
Luglio 29, 2010
Quando si contrae un mutuo, esso viene ammortizzato nel tempo secondo uno specifico piano di ammortamento. Durante tale piano, il debitore si viene a trovare di volta in volta ad avere da pagare una parte residua di finanziamento che viene definita come debito residuo del mutuo.
Tale debito può essere sia variabile che fisso, e questa differenza dipende dalla tipologia contrattuale che il mutuatario, cioè chi ha acceso il mutuo e beneficia del bene immobile con esso acquistato o ristrutturato, ha stipulato con l’emittente o concedente, ovvero con l’ente che eroga il denaro o che ha acquistato, al posto del cliente, la casa o comunque l’edificio e l’ha quindi pagato al posto suo al proprietario venditore. Tale soggetto emittente può essere un ente bancario, un istituto creditizio, una società finanziaria o anche un intermediario finanziario o anche creditizio (le tipologie dei soggetti in campo dipendono anche dalle caratteristiche finanziari e giuridiche del processo di acquisto complessivamente inteso).
La tipologia di contratto, quindi, può prevedere una rata mensile costante oppure no.
Ma tale diversificazione è prevista a priori, cioè nel momento della stipula del contratto del mutuo, ed è il cliente che sceglie quale delle due tipologie di tasso applicare al proprio finanziamento, fermo restando i vari prodotti finanziari sul mercato.
Se la rata è costante, ovvero con tasso fisso, per il cliente è più facile calcolare il debito residuo del mutuo a partire da un certo periodo di tempo preciso. In questo caso, cioè, il cliente sa già quali sono gli importi della rate e per quanto tempo esso le deve corrispondere al soggetto creditore.
Nel caso in cui, invece, il piano di ammortamento – ovvero la pianificazione precisa delle rate, della loro scadenza e del loro importo sia parziale che totale, nonché del loro dettaglio – prevede un rimborso con rate non costanti, allora sapere a quanto ammonta il debito residuo è impresa alquanto ardua. Almeno per quanto riguarda i tassi applicati.
Proprio la questione dei tassi, infatti, rende la rata costante o meno. Nel primo caso i tassi vengono determinati a priori, cioè l’operatore, in previsione e anche in considerazione dei mercati e dei suoi andamenti, propone dei tassi fissi trimestralmente, legati all’indice di riferimento Euribor. Ma se il cliente vuole invece pagare l’effettivo andamento dei tassi, allora si procede alla stipula di un contratto con tasso variabile, ovvero dipendente dalle effettive oscillazioni dei mercati. Nel primo caso il debitore sa sempre a quanto ammonta il debito residuo contratto con la banca, nel secondo no. Se non nella sua quota capitale.
La quota iniziale o anche principale, infatti, è la parte del finanziamento che serve a pagare eventualmente l’acquisto o la ristrutturazione dell’immobile (sia esso una casa, una villa, un garage, un magazzino, una cascina, un capannone commerciale o industriale nonché ad uso agricolo, una stalle e via dicendo). Essa si conosce a priori. L’altra parte di denaro che compone l’intero finanziamento, o anche le singole rate, dipende, quindi, dalla tipologia contrattuale a tasso fisso o tasso variabile, e quindi dagli indici TAN e TAEG. Il primo è il tasso annuo nominale (il tasso puro applicato a un finanziamento). Il TAEG, invece, è il tasso annuo effettivo globale, ed è estremamente preciso nell’indicare gli effettivi costi aggiuntivi al capitale iniziale che il cliente debitore deve corrispondere al suo creditore
Mutui: come scegliere il tasso giusto
Luglio 16, 2010
Quando si accende un mutuo, molto peso ha la scelta del giusto tasso d’interesse. Il tasso, infatti, può fare veramente la differenza fra un mutuo piuttosto che un altro. Diciamolo subito, per chiarezza: non esiste un mutuo perfetto ma solo un mutuo più congeniale alle esigenze individuali; di conseguenza, anche i tassi non sono mai oggettivamente e universalmente validi, ma saranno più adatti ad una peculiare situazione finanziaria.
Per scegliere il proprio tasso d’interesse, innanzitutto, occorre avere ben chiara la propria situazione economica e finanziaria, al propria propensione al rischio, agli imprevisti, alla variabilità.
Il ritornello che tutti ci proponiamo è sempre lo stesso: tasso fisso o tasso variabile’ appunto, lo si può scegliere solo dandosi una risposta sincera e onesta alle domande precedenti.
Ad aiutarci nella scelta può intervenire anche una recente ricerca di Soldiblog, secondo la quale un mutuo richiesto per un importo di 100mila euro, con tasso variabile e con durata ventennale, in media ha una rata di 545 euro mensili. Diversamente, un mutuo di uguale importo e uguale durata, ma con un tasso fisso, ha una rata media di 700 euro. Non lasciamoci trarre in inganno, però, da queste cifre, apparentemente inequivocabili. Infatti, non c’è da dimenticare che il costo delle rate è fortemente influenzato dal costo del denaro, che invece è in continua oscillazione. In rapporto a questo fattore, quindi, è consigliabile scegliere un mutuo a tasso variabile solo se si è in grado di sopportare – soprattutto economicamente – le oscillazioni del mercato e quindi di una rata che, da un mese all’altro, può cambiare anche considerevolmente d’importo, fino al 40-50% in più, che si traduce in una rata che aumenta anche di 200 euro in un mese. Vien da sé, quindi, che tale imprevedibilità generi anche una certa ansia. Risultato: sconsigliato un tasso variabile ai deboli di cuore, a chi non ama l’imprevedibilità, a chi sa di non poter contare da un mese all’altro su una disponibilità finanziaria per coprire gli aumenti o comunque a chi ha intenzione di chiedere un mutuo di durata superiore ai 15 anni. Meglio optare, ad occhi (quasi) chiusi, per un mutuo a tasso fisso.
Mutuo? Anch’io!
Aprile 20, 2010
Esatto, è proprio questa l’idea di base del nuovo mutuo BPPB. Mutuo Anch’io è una nuova soluzione finanziaria, dedicata a coloro che hanno bisogno di un prestito a fini immobiliari, legate alle transizioni per acquistare la prima casa.
Coloro che si recheranno presso una delle filiali di BPPB potranno richiedere questo finanziamento: per accedervi, occorre essere residenti sul territorio nazionale, possedere un conto corrente e godere dei requisiti necessari per poter accedere al credito (età, fedina penale, reddito, diritti civili). Il cliente dovrà anche poter dimostrare di poter sopportare la pressione che deriva dall’acquisto di una casa, anche per via maggioritaria.
Ma la novità più importante riguarda proprio i clienti che possono accedere a questo tipo di prestito: Anch’io, infatti, si rivolge soprattutto ai così detti lavoratori atipici, cioè coloro che hanno un impiego dipendente ma con contratto a termine o a tempo determinato, o ai lavoratori stagionali o coloro che sono vincolati ad un contratto a progetto. Insomma, a tutti i lavoratori considerati “precari”, solitamente esclusi dalla possibilità di ottenere credito presso gli istituti finanziari e bancari. Per richiedere Mutuo Anch’io, costoro devono poter dimostrare di aver lavorato almeno 30 mesi negli ultimi 3 anni precedenti alla richiesta del mutuo, con contratti dislocati in aziende diverse e non avere un’età superiore ai 35 anni nel momento in cui presentano la richiesta.
Mutuo anch’io è disponibile sia come prestito a tasso fisso sia con tasso variabile, ma anche con tasso variabile coperto. In ogni caso, la durata del prestito non potrà esser superiore ai 30 anni e l’importo non può superare i 150mila euro. Nell’importo del mutuo è prevista anche la sottoscrizione –obbligatoria ma gratuita- di una polizza contro incendio e una polizza di 19,50 euro annue che protegga dagli infortuni e il danneggiamento. Sarà possibile invece recedere anticipatamente in maniera gratuita o chiedere una scadenza precedente a quella pattuita al momento della stipulazione.
UBI Banca mette il cap…pio alle rate dei mutui
Aprile 10, 2010
Si amplia il ventaglio delle possibilità per i clienti UBI Banca che cercano un mutuo. L’ultimo arrivato nel grande gruppo bancario internazionale – e quinti gruppo in Italia - è un mutuo che si chiama Prefix.
UBI da sempre cerca di creare soluzioni che abbiano un occhio di riguardo per le famiglie, i loro conti e le loro tasche, ma che siano anche in linea con le evoluzioni – a volte i capricci – del mercato del credito. Con PreFix sembra si sia trovato un ottimo equilibrio tra esigenze del consumatore, richieste della banca e caratteristiche del mercato. PreFix infatti ha un Cap al 5,50%.
Il Cap, diciamolo per coloro che potrebbero non saperlo, è il tetto massimo del mutuo, ossia la soglia massima raggiungibile dal mutuo a tasso variabile, oltre la quale non può né deve andare. Il Cap protegge il cliente da eccessive oscillazioni, che portino alle stelle i tassi e di conseguenza le rate. Quello di PreFix è appunto fissato al 5,50 fino all’estinzione del prestito: significa che le rate non possono salire oltre questa soglia, stabilita per contratto al momento della stipulazione.
PreFix può esser sottoscritto per l’acquisto o la ristrutturazione della propria casa, e per questo è ancora più importante mettersi al riparo con rate flessibili, basse ma sicure. Infatti, ricordiamo che in questo frangente di tempo il mercato del credito è molto favorevole per i mutui a rata variabile: i tassi sono ai minimi storici. PreFix unisce ai vantaggi del mutuo a tasso variabile anche i vantaggi di un mutuo a tasso fisso: per il primo anno, l’importo della rate non cambia.
E quindi coloro che lo sottoscrivono sanno cosa dovranno restituire nei primi momenti di “avvio” del prestito stesso. L’importo dato in credito da una delle filiali di UBI Banca può coprire fino all’80% del valore dell’immobile che si acquista o si ristruttura, e può avere una durata massima pari a 25 anni. PreFix è anche un’ottima soluzione per chi ha bisogno di liquidità immediata, ma che ha anche bisogno di pianificare e prevedere con una certa sicurezza le entrate e le uscite per gli anni a venire, in cui avrà appunto il “peso” di un mutuo sulle spalle.
Flessibilità e sicurezza sembrano esser i requisiti di PreFix; la sicurezza è data anche dalla possbilità si sottoscrivere anche la polizza vita Blucredit, per tutelarsi dai possibili danni, e ci sono anche soluzioni pensate ad hoc per coloro che, improvvisamente, si trovassero in situazioni di insolvenza.
Come controllare i tassi di interesse sul mutuo
Dicembre 26, 2009
Ogni volta che effettuiamo un pagamento rateale sentiamo parlare di interessi e relativi tassi d’interesse. Dagli elettrodomestici ai beni di consumo, passando per l’arredamento, ogni pagamento rateale ha, nel momento in cui si calcola l’importo delle rate da restituire, una maggiorazione per via dei tassi d’interesse. Continua a leggere: Come controllare i tassi di interesse sul mutuo
Indagine sui mutui in Alto Adige
Novembre 26, 2009
Dal CTCU, cioè il Centro Tutela Consumatori Utenti, proviene una rilevazione panoramica sull’offerta di mutui nell’Alto Adige. I dati della ricerca sono stati pubblicati on line, su una tabella che sicuramente farà scuotere il mercato immobiliare di quest’angolo d’Italia. La ricerca è, infatti, molto preziosa, perché contiene informazioni utili per chi si appresta a stipulare un mutuo e deve mettere a confronto i diversi tassi e le diverse condizioni presenti in questo momento sul mercato. Insomma, la tabella è un vademecum, una “guida all’acquisto” sicura, da utilizzare se state cercando un mutuo immobiliare, per confrontare le varie opzioni e scegliere in sicurezza e con la garanzia di non esser truffati. La rilevazione del CTCU, infatti, prende in considerazione i dati di questo mese e riguarda diverse tipologie di mutuo: dall’offerta dei mutui del Monte dei Paschi di Siena a quelli della Banca di Trento e Bolzano e passando per la Banca Popolare dell’Alto Adige, senza trascurare altri istituti bancari come Banca Sella, Poste Italiane, e tutte le altre casse rurali e varie filiali presenti sul territorio regionale. Continua a leggere: Indagine sui mutui in Alto Adige
Mutui giovani: Let’s Bank
Novembre 25, 2009
La Banca Popolare di Lodi ha pensato ai clienti più giovani, e ha introdotto nel ventaglio delle sue offerte Let’s Bank, un nuovo tipo di finanziamento. Il requisito indispensabile per accedere a questo finanziamento è non aver più di 29 anni. Questo prodotto finanziario è un mutuo a tasso variabile che prevede, quando si ritiene opportuno, di passare ad un pagamento a tasso fisso; tale cambiamento non è obbligatorio per il mutuario, per cui il mutuo può essere anche interamente a tasso variabile per tutta la sua durata. Una formula, quindi, molto flessibile, che copre al massimo l’80% del valore commerciale dell’immobile e può esser sottoscritto per acquisto, costruzione o ristrutturazione, e non può avere una durata di più di 30 anni. Inoltre, per i primi anni, una rata di importo ridotto e contenuto. Continua a leggere: Mutui giovani: Let’s Bank
BNL: mutuo 2 in 1
Novembre 9, 2009
Dal Gruppo BNL – Paribas arriva una buona notizia per chi, in questi tempi, devi richiedere un mutuo per acquistare la propria casa. È infatti possibile scegliere l’ultimo nato tra i prodotti finanziari della scuderia BNL, cioè il mutuo 2 in 1. Continua a leggere: BNL: mutuo 2 in 1
Investire sicuro con le obbligazioni
Settembre 3, 2009
Tanti esperti dicono che la crisi economica sta volgendo verso il suo termine. Ma molti risparmiatori ancora non hanno abbastanza fiducia per investire e azzardare manovre rischiose tentando la fortuna per avere lauti guadagni: il gioco non vale la candela. È così che in molti ancora si affidano a investimenti “sicuri”, come le obbligazioni. Le obbligazioni hanno un fascino senza tempo, che rifugge da qualsiasi incertezza. Al momento dell’acquisto di un’obbligazione si sa bene a cosa si va incontro, quanto si paga, quanto si potrà ottenere alla restituzione delle quote, qual è il tasso d’interesse per cui si percepirà denaro: è tutto ben evidenziato sul contratto d’acquisto. Le obbligazioni, insomma, sono dei titoli più o meno “sicuri” e tasso fisso. Continua a leggere: Investire sicuro con le obbligazioni
Costruire casa con il mutuo a tasso fisso
Luglio 24, 2009
Nella mente dell’italiano medio la casa – e tutto ciò che con essa è collegato – rappresenta ciò che si definisce “sicurezza”. Molti, piuttosto che comprare una casa già costruita, preferiscono edificarsela autonomamente, confidando nei progetti che architetti ed ingegneri redigono per case veramente su misura. Vien da sé però che la costruzione di una casa rappresenti un problema per molti che non hanno forti mezzi economici. Ed è per questo che ci si rivolge alle banche. Ora, con la presente situazione economica le banche hanno chiuso i rubinetti dell’erogazione del credito e sono molto accorte ed attente ad elargire finanziamenti. Insomma, la costruzione di una casa senza un mutuo che ne permetta poi il pagamento rappresenta un vero problema all’ordine del giorno. Continua a leggere: Costruire casa con il mutuo a tasso fisso



