Crisi 2011 : le tredicesime scendono e le bollette aumentano
dicembre 1, 2011
Italiani sempre più vessati. La fine di questo “drammatico” 2011 non poteva infatti chiudersi peggio per le famiglie italiane. Da un lato i lavoratori vedranno, per la prima volta in 20 anni, un calo delle proprie tredicesime, dall’ altro si ritroveranno a pagare bollette più alte. A lanciare l’allarme sono Confartigianato e le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. L’associazione degli artigiani calcola che a settembre il caro-energia ha toccato la cifra-record di 61,9 miliardi, pari al 3,91% sul Pil. In pratica, dice la confederazione, ogni famiglia paga una bolletta di 2.458 euro all’anno. A far esplodere il costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, ha contribuito l’aumento del prezzo del petrolio attestato a settembre a 108,56 dollari al barile (+143% rispetto a marzo 2009).
Inevitabili le ripercussioni sui prezzi dei carburanti, dei trasporti e del gas. Alla luce di questi dati ci si potrebbe aspettare un incremento degli stipendi, invece la bella sorpresa sotto l’albero di Natale, sarà quella di una tredicesima più “leggera”. In base ai dati di Adusbef e Federconsumatori, per la prima volta in venti anni invece diminuisce di 0,8 miliardi di euro, con un calo del 2,2%, il monte tredicesime 2011. Quasi l’80% delle tredicesime delle tredicesime verrà mangiato da tasse, mutui, bolli, canoni, rimborso di debiti pregressi. Solo il 20,2%, dunque appena un quinto, sarà destinato a risparmi, regali, viaggi, consumi alimentari. Le tredicesime andranno per 10,2 miliardi di euro ai pensionati (-1,92%); 9,2 miliardi ai lavoratori pubblici (-1,07%); 15,6 miliardi (-3,1%) ai dipendenti privati dei settori agricoltura, industria e terziario.
Quest’ anno tredicesime più leggere
novembre 23, 2011
Brutte notizie sul fronte tredicesima. Infatti, quest’anno sarà più leggera a causa della perdita del potere d’acquisto. Ad evidenziarlo l’ultimo studio della Cgia di Mestre che sottolinea come l’importo reale della tredicesima sarà più leggero rispetto a quello percepito nel 2010, di 10 euro per un operaio, di 12 euro per un impiegato e di 25 euro per un dirigente. Queste leggere riduzioni sono dovute al fatto che nel 2011 gli aumenti contrattuali sono cresciuti meno dell’inflazione. Secondo i calcoli della Cgia, un operaio specializzato (con una retribuzione lorda annua pari a poco più di 20.000 euro), quest’anno porterà a casa una tredicesima pari a 1.197 euro netti: 21 euro nominali in più rispetto alla tredicesima percepita nel 2010.
Se, però, teniamo conto dell’andamento dell’inflazione (+2,6%) e degli aumenti contrattuali (+1,8%) registrati quest’anno, la tredicesima del 2011 si riduce di 10 euro. Anche per gli impiegati non sono previste novità positive. Nel caso di un dipendente con una retribuzione lorda annua pari a poco meno di 24.700 euro, la tredicesima di quest’anno sarà di 1.361 euro netti: 23 euro nominali in più rispetto al 2010. Se anche in questo caso teniamo conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali avvenuti nel 2011, rispetto l’anno scorso il nostro impiegato «perde» 12 euro. Nel caso di un quadro con un reddito di poco superiore ai 48.500 euro, la tredicesima mensilità di quest’anno toccherà i 2.496 euro netti, 38 euro nominali in più rispetto a quella percepita un anno fa.
Italia : tredicesime più leggere per gli italiani
novembre 15, 2010
Brutte sorprese per gli italiani nella tredicesima che sta per arrivare: secondo le stime della Cgia di Mestre l’importo reale sarà pressoché lo stesso di quello percepito nel 2009, solo 8 euro in più per un operaio e 10 euro in più per un impiegato.
Dunque tredicesime ‘ferme con le quattro frecce’ per i dipendenti italiani che non troveranno grosse novità sotto l`albero di Natale: i piccoli rialzi si giustificano grazie al fatto che nel 2010 gli aumenti contrattuali sono stati lievemente superiori alla crescita dell`inflazione.
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Detassazione tredicesime : ancora nessuna soluzione
dicembre 6, 2008
La detassazione delle tredicesime, se adottata come provvedimento straordinario a sostegno dei consumi da parte dell’attuale Governo in carica, avrebbe di certo fornito una boccata d’ossigeno alle famiglie e ai loro bilanci.
Purtroppo, la mancanza di risorse ed il mantenimento di livelli di deficit adeguati ai parametri dell’Unione Europa, ha indotto l’Esecutivo a non procedere in tal senso.
Ma una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori sono ora chiamati a versare il 97% dell’Irpef e le imprese il 100% dell’Ires. È quanto prevede il piano che il governo sta mettendo a punto per fronteggiare la crisi economica.
A seconda delle risorse, la misura sul taglio degli acconti fiscali potrebbe essere limitata ai redditi più bassi: le riduzioni ipotizzate sono infatti tra i 3 e i 4 punti percentuali che, se estese a tutti i contribuenti, potrebbero costare anche più di 2 miliardi. Sull’ipotesi, che per ora non sarebbe ancora stata definita nei dettagli, starebbero lavorando i tecnici del governo in vista del varo del decreto per rilanciare l’economia in Italia.
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