Come compilare un assegno bancario

Semplici e pratiche istruzioni per compilare correttamente un assegno bancario, senza errori!

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L’assegno è un diffuso strumento di pagamento che permette di regolare il passaggio di denaro tra due persone, senza che lo stesso debba avvenire materialmente (considerato, appunto, che il portatore dell’assegno potrà vantare la titolarità di tale strumento di credito per poter riscuotere la stessa somma di denaro – entro certi limiti – o versarla sul proprio conto corrente).

Naturalmente, l’assegno di cui parliamo oggi è prettamente da intendersi e qualificarsi come “assegno bancario”, e non come “assegno circolare”. Una differenza non priva di conseguenze: vediamo quali, in una breve introduzione sintetica.

Assegno bancario e assegno circolare

L’assegno bancario è emesso dal titolare di un conto corrente (o da persona munita di apposite facoltà) a valere sui fondi presenti sul conto corrente stesso. Ne deriva che un soggetto può emettere un assegno bancario anche per importi superiori rispetto a quelli che sono effettivamente presenti sul conto (assegno scoperto), esponendosi – naturalmente – alle conseguenze del caso. Ne deriva altresì che colui che riceve l’assegno e cerca di riscuoterlo, potrebbe avere la sgradita sorpresa di andare incontro a un titolo di credito incapiente. È per questo motivo che gli assegni bancari vengono versati e negoziati “salvo buon fine”: l’istituto di credito si riserva cioè alcuni giorni di tempo per cercare di comprendere se l’assegno sia o meno coperto, riaddebitando lo stesso importo in ipotesi contraria.

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Ben diverso è il caso dell’assegno circolare, che viene emesso su fondi che vengono messi a disposizione dalla banca, su richiesta del cliente. In altri termini, nel momento in cui viene emesso e consegnato l’assegno circolare, i correlati fondi saranno già stati acquisiti e addebitati. Ne deriva una notevole certezza del titolo, rispetto a quello bancario.

Come si compila correttamente un assegno bancario

Introdotto quanto precede, ricordiamo anzitutto che per poter compilare in modo corretto un assegno è necessario indicare:

  1. luogo di emissione
  2. data di emissione, che deve corrispondere a quella reale dello stacco dell’assegno (in altri termini, non si può anticipare o posticipare)
  3. importo in numeri, contrassegnando i due decimali (es. 51,20 euro)
  4. importo in lettere, separando l’importo unitario in lettere dai decimali con una sbarra (es. cinquantuno/20). Nell’ipotesi in cui non vi siano dei decimali, si possono aggiungere due zeri dopo la barra e dopo la virgolare (es. 51,00 e cinquantuno/00). Si tenga conto, in tal proposito, che è sufficiente compilare l’importo in lettere in una qualsiasi lingua dell’Unione Europea
  5. beneficiario
  6. firma di traenza: è la firma del titolare del conto corrente o di persona munita di specifici poteri. Nell’ipotesi in cui si spenda la firma societaria, è necessario apporre il timbro con la ragione sociale
  7. clausola di non trasferibilità: non essendo possibile emettere assegni liberi per importi superiori ai 1.000 euro, è necessario apporre la clausola di non trasferibilità sui titoli di credito. Per evitare sgradevoli conseguenze, le banche hanno a disposizione dei carnet di assegni con la clausola prestampata, e spesso richiedono una specifica istanza (con costi aggiuntivi) per poter entrare in possesso di assegni “liberi”.

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Cosa fare quando si riceve un assegno bancario

L’assegno bancario è incassabile o negoziabile attraverso la “girata”, ovvero mediante apposizione della propria firma sul retro del titolo, con conseguente consegna alla banca che si occuperà dell’incasso (nell’ipotesi in cui si desideri la conversione in denaro – entro i limiti consentiti dalla legge o dai regolamenti dell’istituto – consegnandolo alla banca dell’emittente; nell’ipotesi in cui lo si desideri versare sul proprio conto, sarà sufficiente consegnarlo alla propria banca).

A quel punto, considerata la negoziazione s.b.f. (salvo buon fine), bisognerà attendere i giorni di valuta tecnica di disponibilità prima di spendere concretamente le somme presenti. Utilizzando le somme prima di tale disponibilità, si va dunque incontro al rischio di subire uno scoperto valutario, con addebito di interessi debitori.

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Per poterne sapere di più, vi consigliamo naturalmente di leggere con attenzione il contratto di conto corrente che avete sottoscritto, e i fogli informativi di trasparenza in vigore (trovate tutti questi dettagli nella documentazione che vi è stata consegnata in sede di apertura, e sul sito internet del vostro istituto di credito di riferimento). All’interno, troverete altresì specifica indicazione dei giorni di valuta economica e tecnica, e di conseguenza riuscirete a ottenere informazioni utili per potervi orientare nella gestione delle risorse finanziarie acquisite mediante la ricezione di un assegno di tipo bancario.